|
Era
l'antico palazzo pubblico, sede ed abitazione del "signore"
denominato Vicario o Podestà, generalmente inviato dal Comune di
Orvieto, a governare il castello. Nella stessa costruzione trovava sede
un granaio per la conservazione dei cereali e le carceri;
a piano terra vi erano i frantoi dell'olio. Nel 1732 alcuni giovani monteleonesi
chiesero ed ottennero dal comune l'autorizzazione per poter rappresentare,
nel periodo di carnevale alcune commedie: fu l'inizio di un'attività
teatrale che durò nei secoli successivi, nonostante le avversità
delle Autorità, in particolar modo del Governo Pontificio, che
temeva il palcoscenico quale mezzo per la diffusione di idee rivoluzionarie,
svolgendosi tali vicende in pieno Risorgimento.
Si giunse, successivamente, alla costruzione di un vero
e proprio teatrino che Recentemente è stato completamente ristrutturato
e reso fruibile: conta solo 96 posti, ma è il
gioiello del paese, luogo di svago, ma anche importante
sede di incontri e ritrovi per la comunità.
Le sue vicende storiche sono sintetizzate in una bellissima epigrafe dipinta
nel ridotto e dettata dal poeta monteleonese Pietro Bilancini; la storia
dell'edificio è raccontata in un libro scritto da Sergio Giovannini
in occasione della conclusione dell'ultimo restauro, intitolato “Il Teatro
dei Rustici”.
|